L'Europa

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Definizione

Joshua J. Mark
da , tradotto da Marco Di Paolo
pubblicato il
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Testo originale in inglese: Europe

Map of the Roman Empire in 125 CE (by Andrei Nacu, Public Domain)
Mappa dell'Impero Romano nel 125 EC
Andrei Nacu (Public Domain)

L'Europa è il secondo continente più piccolo dei sette e si estende per circa il 2% della superficie terrestre. Da molto tempo si crede che il nome "Europa" derivi dall'antico mito di Zeus ed Europa. Il grande Zeus, secondo questa storia, vedendo la bella principessa fenicia Europa che faceva il bagno lungo una spiaggia (o, secondo altre fonti, mentre giocava con le sue ancelle) si trasformò in un magnifico toro bianco e lentamente le si avvicinò dal mare. Il toro era così docile e mansueto che Europa pose delle ghirlande di fiori attorno al suo collo, lo accarezzò e gli montò in groppa quando, prendendo la principessa alla sprovvista, il toro scappò via attraversando lo specchio marino, rapendola e conducendola così sull'isola di Creta. A Creta Zeus ed Europa si innamorarono ed ella mise al mondo tre figli molto noti. Nel frattempo in Fenicia, la sua famiglia, sconvolta dalla sua scomparsa, inviò i suoi fratelli a cercarla e sebbene non ebbero alcun successo nella ricerca, ciascuno di essi fondò importanti città attorno al Mar Egeo, dando ad esse il proprio nome (Tebe ne è un esempio, originariamente infatti era conosciuta come Cadmea, prendendo il nome da Cadmo, fratello di Europa).

Ad ogni modo, Erodoto non crede che il mito della principessa fenicia avesse a che fare con il nome del continente, infatti nel quarto libro de "Le Storie" scrive, "Non riesco a comprendere perché per una terra sola ci siano tre diversi nomi femminili... Così nessuno sa né da dove abbia preso il suo nome, né chi sia stato a darle questo, a meno che non si sostenga derivi da Europa di Tiro, mentre prima non avrebbe avuto nessun appellativo come gli altri continenti. Questo, comunque, risulta difficile poiché Europa era di origine asiatica e non giunse mai nel nostro continente."

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Teorie che riguardano le origini del nome "Europa" variano tra l'idea che fosse un termine di origine greca dal significato di "ampio sguardo", in riferimento all'ampiezza della linea costiera che può notare dal mare, e la teoria che sostiene derivi dalla parola fenicia "sera", indicando il luogo dove il Sole tramonta. Oggi, così come al tempo di Erodoto, nessuno può dire per certo quali siano le origini del nome "Europa". Per gli antichi Greci, il mar Egeo ed i territori circostanti rappresentavano il centro del mondo. I Fenici navigavano regolarmente fino all'oceano Atlantico, attraversandolo fino a raggiungere la Cornovaglia per l'approvvigionamento di stagno, mentre invece per i Greci l'Europa rimase un continente misterioso (allo stesso modo con cui gli Europei del XIX e XX secolo d.C. avrebbero poi visto l'Africa).

La cultura, anche al livello più elementare, si manifesta in Europa sin dal 20.000 a.C. come dimostrano le pitture rupestri (con ascritte tra le più famose, quelle delle grotte di Lascaux in Francia) mentre attorno al 5000 a.C., nelle società a struttura gerarchizzata, emergono attività come quella riguardante la coltivazione dei piselli che dimostrano la presenza di comunità solide che praticavano l'agricoltura. Tuttavia, per i Greci le genti che abitavano l'Europa, erano considerate barbare, così come qualsiasi non-Greco, (dal greco barbarophonos, “dalla parlata incomprensibile”, un termine coniato da Omero nell'Iliade, Libro II) e riguardava un insieme di svariate tribù come i Balti, gli Slavi, gli Albanesi, gli Italici e coloro che erano conosciuti come i Celti (i quali includevano i Galli e le tribù germaniche).

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Tombe megalitiche, attorno al 4300 a.C., risultano in uso in Europa e nel 3500 circa, la pratica dell'allevamento era diffusa in tutto il continente, nel 2000 a.C., poi, la lavorazione del bronzo fu introdotta dalla cultura del Wessex, attiva nell'odierna Gran Bretagna. Nel 1860 a.C. ebbe inizio la costruzione dell'imponente e misterioso sito di Stonehenge. Ciononostante, tali risultati non impressionarono né prima i Greci, né poi i Romani. Non più tardi del 78 d.C., lo storico Tacito parla dei Britanni sottomessi al governo di suo suocero Agricola, come genti “rozze, divise e bellicose”, alle quali i Romani, di conseguenza avevano portato cultura e civiltà. Antecedentemente, Giulio Cesare aveva espresso la stessa opinione sui Galli, paragonandoli a bestie, nella descrizione che fece del massacro della tribù degli Ubii avvenuto nei pressi del fiume Reno.

Nel De Bello Gallico, Cesare dedica tanto spazio alla descrizione delle alci europee tanto quanto ne dedica agli Ubii, scrivendo che le alci "possiedono una taglia un po' superiore a quella delle capre, corna poco sviluppate e zampe prive di articolazioni”, dopo di che si dedica a quello che può definirsi come la prima storia che cita la pratica del “ribaltamento delle mucche” (cow-tipping) poiché sembra che i Romani cacciassero le alci facendole cadere sul fianco mentre dormivano, uccidendole in questo modo visto che queste erano troppo pesanti per riuscire a rialzarsi. Ad ogni modo non è possibile negare l'idea che Cesare influenzò le genti della Gallia, e di conseguenza le genti europee. Lo storico Durant scrive,

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Per trecento anni i Galli sono rimasti una provincia romana, hanno prosperato sotto la pace romana, hanno appreso e e trasformato la lingua latina e sono diventati il veicolo attraverso cui la cultura classica è stata diffusa in Europa Settentrionale. Senza dubbio né Cesare né i suoi contemporanei potevano prevedere le enormi conseguenze di un tale trionfo. Lui credeva di aver salvato l'Italia, conquistato una provincia e forgiato un esercito; non sospettava di essere il responsabile per la nascita della cultura francese.

I Romani portarono la loro cultura non solo in Gallia (nell'attuale Francia ed in una parte di quella che sarebbe poi diventata l'Italia), ma in tutta Europa, introducendo innovazioni come le strade lastricate, l'idraulica domestica, città fortificate dalla grande efficienza amministrativa, e certamente la cultura e la lingua che lentamente 'civilizzarono' le più disparate tribù nelle varie regioni europee. Tacito parla degli sforzi fatti da Agricola in Britannia al fine di costruire scuole capaci di diffondere la conoscenza del latino ed il suo incoraggiamento alla popolazione al fine di favorire la costruzione di templi così come, relativamente alla questione dei bagni pubblici, allo scopo di occuparsi dell'igiene personale. Tacito prosegue dicendo che “progressivamente essi si abbandonarono alla seduzione dei vizi, alle raffinatezze dei portici, dei bagni, dei conviti: all'oscuro di questo, i nuovi usi essi chiamavano civiltà, ma null'altro era se non un aspetto della loro servitù".

Tuttavia, non tutti i Britanni amavano la cultura romana né accettavano la sua prassi civilizzatrice, come del resto evidenzia la rivolta della regina Budicca della tribù degli Iceni (la più famosa tra numerose altre ribellioni) nel 60\61 d.C. che portò al massacro di oltre settantamila Romani da parte dei Britanni prima che ella venisse sconfitta da Gaio Svetonio Paolino. Nonostante questo, il dominio per oltre trecento anni dei Romani in Europa ha contribuito, senza ombra di dubbio, in modo importante a definire ciò che oggi le varie comunità nazionali di questo continente sono diventate.

Info traduttore

Marco Di Paolo
Marco sta per ottenere una Laurea Magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione presso Unibo di Ravenna con una tesi sull'arte del coinvolgimento tra video games e Fonti Classiche.

Info autore

Joshua J. Mark
Scrittore freelance, Joshua J. Mark è stato Professore di Filosofia presso il Marist College, New York. Ha vissuto in Grecia ed in Germania ed ha viaggiato in tutto l'Egitto. Ha insegnato storia, scrittura, letteratura, e filosofia all'università.

Cita questo lavoro

Stile APA

Mark, J. J. (2010, luglio 14). L'Europa [Europe]. (M. D. Paolo, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-35/leuropa/

Stile CHICAGO

Mark, Joshua J.. "L'Europa." Tradotto da Marco Di Paolo. World History Encyclopedia. Modificato il luglio 14, 2010. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-35/leuropa/.

Stile MLA

Mark, Joshua J.. "L'Europa." Tradotto da Marco Di Paolo. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 14 lug 2010. Web. 09 dic 2021.