Fasci littori

Definizione

Mark Cartwright
da , tradotto da Luca Zadra
pubblicato il
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Testo originale in inglese: Fasces

Roman Lictor Carrying Fasces (by Cesare Vercellio, Public Domain)
Fascio portato da un littorio romano
Cesare Vercellio (Public Domain)

I fasci littori consistevano in un fascio di verghe legati intorno a una scure che venivano portati come simbolo dell'autorità magisteriale e sacerdotale nell'antica Roma. Avevano un posto di rilievo in importanti cerimonie amministrative e processioni pubbliche come i trionfi. Vennero adottati come simbolo in culture successive per rappresentare l'ordine ed il potere attraverso l'unione, notoriamente dal movimento fascista nell'Italia del XX secolo d.C. I fasci littori sono ancora oggi visibili in molti contesti ufficiali quale simbolo dei principi repubblicani, per esempio nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d'America e sulla copertina dei passaporti dei cittadini francesi.

Evoluzione e Forme

Il simbolo dei fasci littori venne probabilmente preso in prestito dai Romani dai re Etruschi, come evidenziato da una versione del VII secolo a.C. di una miniatura in bronzo rinvenuta da uno scavo di una tomba etrusca a Vetulonia. I fasci littori Romani consistevano in un fascio di bastoni di legno (vergae) realizzati in legno di betulla o di olmo. Di forma rotonda o rettangolare, le verghe solitamente erano lunghe 1.5 metri (5 piedi). Le verghe erano legate assieme intorno ad una scure ed un bastone leggermente più lungo con nastri di cuoio rossi (in latino: fasces). La scure non era solo cerimoniale ma veniva usata durante il primo periodo della Repubblica per decapitare i condannati a morte. Per questo motivo, quando la scure veniva rimossa dal fascio significava che un cittadino poteva lanciare un appello (provocatio) contro una sentenza di pena capitale.

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Fasci e Magistrati

I FASCI NORMALMENTE ERANO PORTATI SOPRA LA SPALLA SINISTRA DAGLI ATTENDENTI DEI MAGISTRATI CONOSCIUTI COME LITTORI QUALE SIMBOLI DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA.

I fasces normalmente erano portati sopra la spalla sinistra degli attendenti dei magistrati conosciuti come littori (lictores) quale simboli dell'autorità giudiziaria. Durante le funzioni ufficiali i magistrati erano preceduti dai littori e dai fasces che annunciavano al pubblico che un magistrato era in arrivo e ricordavano loro della sua autorità di arrestare o convocare qualsiasi persona che ritenesse opportuno. Se un magistrato ne incontrava un altro, i littori del meno anziano abbassavano i propri fasces quale segno di riconoscenza verso quelli superiori portati dall'altro magistrato. Quando un magistrato moriva, aveva il diritto di avere una rappresentazione di fasces sulla propria tomba. Per contro, se un magistrato commetteva qualche cosa di sbagliato, non solo egli era obbligato a dimettersi ma i suoi fasces venivano pubblicamente spezzati a simbolizzare la sua caduta in disgrazia e perdita di autorità.

Ampliamento della funzione dei fasci

Durante la Repubblica i consoli (magistrato capo), e successivamente i proconsoli, pure avevano i propri littori personali che reggevano i fasces. In seguito solo quando il console si trovava lontano da Roma i fasces includevano la scure in quanto questa arrivò a simboleggiare l'autorità militare. Durante il trionfo di un comandante militare Romano i fasces erano portati nella processione da littori e adornati con foglie di alloro. L'imperatore pure decorava i propri fasces nello stesso modo. All'altra estremità della scala, i magistrati municipali avrebbero potuto avere, secondo Cicerone, una versione minore, i bacilli, che avevavono solo due verghe e nessuna scure.

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Roman Coin Depicting Lictors Carrying Fasces
Moneta romana con incisi littori portatori di fasci
Carlomorino (CC BY-SA)

Nel tempo l'uso dei littori e dei fasces si ampliò ulteriormente per rappresentare l'autorità di altre funzioni ufficiali e posizioni religiose quale i pretori (un gradino sotto ai consoli), propretori, la moglie dell'imperatore nel suo ruolo di sacerdotessa del culto imperiale, e le Vergini Vestali. Si sviluppò un sistema classificatorio dove le posizioni più anziane avevano il diritto di esporre un maggior numero di fasces. Durante la Repubblica i magistri equitum (comandanti di cavalleria) ed i pretori ne avevano sei, i proconsoli ed i consoli ne avevano 12, ed i dittatori ne avevano 24. Durante il Principato, i governatori senatoriali ne avevano un numero che indicava la loro esperienza, i legati imperiali (senatori che erano anche comandanti militari) ne avevano cinque, e gli imperatori ne avevano 12, con Augusto che aveva probabilmente 24 fasces ogni qual volta si trovava fuori Roma.

Bibliografia

Info traduttore

Luca Zadra
Luca Zadra è laureato in Scienze Politiche presso l'Università LUISS di Roma. Ha lavorato nel turismo culturale concentrandosi su economia verde ed ecosistemi. Attualmente risiede in Svezia dove tiene brevi corsi e conferenze sulla cultura e le tradizioni italiane.

Info autore

Mark Cartwright
Mark è autore di opere storiche e vive in Italia. Si interessa in particolare di ceramica, architettura, mitologia di tutto il mondo e di scoprire le idee comuni a tutte le civiltà. Ha un Master in Filosofia politica ed è il Direttore Editoriale della WHE.

Cita questo lavoro

Stile APA

Cartwright, M. (2016, maggio 08). Fasci littori [Fasces]. (L. Zadra, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-14743/fasci-littori/

Stile CHICAGO

Cartwright, Mark. "Fasci littori." Tradotto da Luca Zadra. World History Encyclopedia. Modificato il maggio 08, 2016. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-14743/fasci-littori/.

Stile MLA

Cartwright, Mark. "Fasci littori." Tradotto da Luca Zadra. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 08 mag 2016. Web. 26 gen 2022.